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1943

commedia musicale di Roberto Biondi

Regia di Nicasio Anzelmo

e con Stefano Ambrogi, Fabrizio raggi,  Andrea De Venuti, Susy Del Giudice

Musiche Alfredo Gloria Coreografie  Max Bartolini
Direzione musicale e Pianoforte  Giovanni M. Monti
Scene  Sergio Maria Minelli e Anna Maria Porcelli
Costumi Anna Maria Porcelli
Assistente alla coreografia –Barbara Cacciato

Dopo la glorificazione di Raffaella Carrà in Fiesta, dopo aver raccontato gli amori incrociati di quattro coppie in Good As You, Roberto Biondi completa la sua Trilogia Gay con una commedia che a sorpresa parla degli anni della guerra. Prendete l’intrigo di Moulin Rouge, i personaggi di Polvere di stelle e l’atmosfera sullo stile di L’ultimo metrò. Immaginate la Roma degli anni Quaranta e delle camicie nere, l’epoca delle canzoni alla radio e dei proclami di Mussolini, di Wanda Osiris e della censura. Strano ma vero: durante la guerra la gente affollava i teatri e i cabaret, gli unici posti dove poteva stare al caldo e distrarsi con l’avanspettacolo. ZumZumZum rievoca quell'epoca e i suoi splendidi protagonisti: attori che inseguono sogni di gloria, primedonne che non accettano di invecchiare, sciantose dal passato drammatico. Mettendo in commedia anni difficili e spesso tragici per gli omosessuali oltre che per gli ebrei, ZumZumZum confronta la vita e il destino di personaggi diversi ma tutti in guerra col tempo presente, e tutti in attesa di un mondo migliore. Ma a dispetto del tema lo spettacolo è una girandola di situazioni spassose e irriverenti: così come hanno insegnato Chaplin ne Il grande dittatore e il più recente Benigni di La vita è bella, ZumZumZum racconta la Storia con accenti e personaggi da commedia. Ritmi vertiginosi e battute a raffiche sono il tipico stile di Roberto Biondi, mentre la regia di Nicasio Anzelmo aggiunge un sapore di pochade, con finte canzoni d’epoca e balletti da rivista.

La trama
Nella Roma nazi-fascista la compagnia del Teatro Ricci tenta di sopravvivere mentre fuori impazza la guerra. Gloria e Caruso Ricci, i due capocomici, a causa della povertà e dei mutati gusti del pubblico, sono stati costretti a cambiare il loro repertorio e a passare dai grandi classici al più popolare avanspettacolo. Inconsapevolmente i due fanno una loro personale Resistenza: nascondono Samuele Goldberg, un fascinoso drammaturgo, e assumono Zezza Stroffolino, una sciantosa en-travesti napoletana, trasformando così il teatro in un rifugio di ebrei e omosessuali, segnalati dal regime con una stella gialla o un triangolo rosa. Ma i tempi sono difficili: la censura è in agguato e la compagnia è alla fame. Così, pur con qualche “compromesso”, Gloria e Caruso riusciranno a trovare la protezione del famigerato Generale Zum. Ma il destino giocherà loro un ultimo scherzo.

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commedia musicale di Roberto Biondi

Regia di Nicasio Anzelmo

e con Stefano Ambrogi, Fabrizio raggi,  Andrea De Venuti, Susy Del Giudice

Musiche Alfredo Gloria Coreografie  Max Bartolini
Direzione musicale e Pianoforte  Giovanni M. Monti
Scene  Sergio Maria Minelli e Anna Maria Porcelli
Costumi Anna Maria Porcelli
Assistente alla coreografia –Barbara Cacciato

 

Dopo la glorificazione di Raffaella Carrà in Fiesta, dopo aver raccontato gli amori incrociati di quattro coppie in Good As You, Roberto Biondi completa la sua Trilogia Gay con una commedia che a sorpresa parla degli anni della guerra. Prendete l’intrigo di Moulin Rouge, i personaggi di Polvere di stelle e l’atmosfera sullo stile di L’ultimo metrò. Immaginate la Roma degli anni Quaranta e delle camicie nere, l’epoca delle canzoni alla radio e dei proclami di Mussolini, di Wanda Osiris e della censura. Strano ma vero: durante la guerra la gente affollava i teatri e i cabaret, gli unici posti dove poteva stare al caldo e distrarsi con l’avanspettacolo. ZumZumZum rievoca quell'epoca e i suoi splendidi protagonisti: attori che inseguono sogni di gloria, primedonne che non accettano di invecchiare, sciantose dal passato drammatico. Mettendo in commedia anni difficili e spesso tragici per gli omosessuali oltre che per gli ebrei, ZumZumZum confronta la vita e il destino di personaggi diversi ma tutti in guerra col tempo presente, e tutti in attesa di un mondo migliore. Ma a dispetto del tema lo spettacolo è una girandola di situazioni spassose e irriverenti: così come hanno insegnato Chaplin ne Il grande dittatore e il più recente Benigni di La vita è bella, ZumZumZum racconta la Storia con accenti e personaggi da commedia. Ritmi vertiginosi e battute a raffiche sono il tipico stile di Roberto Biondi, mentre la regia di Nicasio Anzelmo aggiunge un sapore di pochade, con finte canzoni d’epoca e balletti da rivista.

La trama
Nella Roma nazi-fascista la compagnia del Teatro Ricci tenta di sopravvivere mentre fuori impazza la guerra. Gloria e Caruso Ricci, i due capocomici, a causa della povertà e dei mutati gusti del pubblico, sono stati costretti a cambiare il loro repertorio e a passare dai grandi classici al più popolare avanspettacolo. Inconsapevolmente i due fanno una loro personale Resistenza: nascondono Samuele Goldberg, un fascinoso drammaturgo, e assumono Zezza Stroffolino, una sciantosa en-travesti napoletana, trasformando così il teatro in un rifugio di ebrei e omosessuali, segnalati dal regime con una stella gialla o un triangolo rosa. Ma i tempi sono difficili: la censura è in agguato e la compagnia è alla fame. Così, pur con qualche “compromesso”, Gloria e Caruso riusciranno a trovare la protezione del famigerato Generale Zum. Ma il destino giocherà loro un ultimo scherzo.