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IL DIO CONTESO .  drammaturgia e regia di Adriana Martino. Testi di Kung, Yehoshua, Schafer, Calimani, Caffiero, Arendt, Nietzsche, Freud. Teatro India Roma.

Il titolo dello spettacolo è “IL DIO CONTESO”. Le discussioni, il proliferare di libri e riviste, di incontri sia nell’ambito europeo che americano, nonche’ il faticoso processo in medio oriente, mettono in evidenza quanto il tema sia attuale e sentito. Lo spettacolo mette al centro il tentativo di comprendere le radici dell’ebraismo, cosa significhi essere ebreo, da dove nasce l’antica ostilita’ verso gli ebrei, come si sia stratificato quest’odio nei secoli fin dai tempi del mondo pagano e greco-romano per poi acuirsi nel rapporto con il mondo cristiano e come si e’ arrivati, a partire dalla fine del xix secolo, dall’antica ostilita’ antigiudaica alla trasformazione nell’odio antisemita moderno. Attraverso una precisa drammaturgia si mettono a confronto grandi figure come Spinoza, Voltaire, Nietzche, un teologo come Hans Kung, storici, filosofi e scrittori come Yehoshua, Sholem, Shafer, Hanna Arendt, Marina Cafiero, Piergiorgio Odifreddi, che pur provenendo da formazioni diverse si chiedono in un appassionato dibattito che cosa abbia significato ieri e cosa significhi oggi essere ebrei.

La regia si preoccupa soprattutto di far diventare un testo cosi’ complesso materia teatrale, cercando un rapporto molto comunicativo con il pubblico, attraverso la partecipazione degli attori: Fabrizio Bordignon, Antonino Iuorio, Valentina Martino Ghiglia, Fabrizio Raggi, Bruno Viola. Scena e costumi di Anna Aglietto, musica a cura di Benedetto Ghiglia, regia e drammaturgia di Adriana Martino.